Miglioramento e tipicizzazione delle produzioni vitivinicole

Il vino è al centro di un forte interesse culturale ed è ormai fenomeno di costume che va oltre il mondo agricolo. Sostenibilità economica e diversificazione dei prodotti sono per i produttori un’esigenza rilevante che non può trascendere la razionalizzazione degli interventi e l’utilizzo di blastoflora autoctona per la tipicizzazione delle produzioni vinicole. In altre parole di un approccio integrato tra tradizione, tecnologia e biotecnologia delle fermentazioni. Rilevante è anche la minimizzazione degli interventi chimici che ha molteplici vantaggi legati a minor impatto ambientale, riduzione dei costi, salvaguardia della biodiversità, maggior sicurezza per gli operatori, riduzione dei residui nel prodotto finito.

Il supporto di sensoristica per la misurazione dei principali parametri meteo (temperatura, umidità, bagnatura fogliare, etc.) “realmente percepiti dalla vite”, consente di sviluppare modelli predittivi, di stimare la probabilità di infestazioni e la loro evoluzione, ma anche di realizzare uno storico meteo e di evoluzione fenologica locale.

E’ noto inoltre che la qualità del vino è fortemente dipendente da fattori intrinseci del vitigno, caratteristiche pedoclimatiche del territorio, pratiche colturali, tecniche di fermentazione, metabolismo di lieviti e batteri. Tutti questi elementi orientano il  processo di maturazione e, in definitiva,  influiscono sul profilo percepito (flavour) del prodotto.

L’obiettivo può essere raggiunto con interventi mirati alla materia prima, ai processi di fermentazione, alla conservazione del prodotto.

Per quanto attiene la materia prima, pur riconoscendo a clima, suolo, vitigno (cultivar e portainnesto) un ruolo prevalente, non si può sottovalutare il ruolo (diretto e indiretto) che giocano le tecniche colturali, nel loro complesso, e in alcuni casi specifici; determinanti sono, poi, le caratteristiche enologiche di microrganismi, batteri e lieviti, che intervengono nel processo; rilevante è, infine, anche l’importanza delle condizioni operative durante il processo di vinificazione.

VININNOVA mira a trasferire le recenti acquisizioni della sperimentazione sulla viticoltura integrata, sempre più attenta alle problematiche ambientali e alla sostenibilità dei processi produttivi, e sulla biodiversità blastomicetica autoctona applicata alle fermentazioni vinarie. Gli obiettivi principali sono riconducibili alla riduzione dei residui di trattamenti sulle uve, con maggiore sicurezza per gli operatori e tutela dell’ambiente, alla realizzazione di storici aziendali metereologici e fenologici, al testing dei sistemi innovativi di diagnosi a distanza, allo scale up e trasferimento tecnologico per l’ottenimento di prodotti con lieviti autoctoni precedentemente selezionati e legati al terroir.

Adeguati modelli previsionali (lotta alle patologie, andamento meteo, fasi fenologiche) permetteranno di indirizzare le scelte agronomiche in maniera oggettiva e non esperenziale, al fine di minimizzare impatto ambientale e costi e di assicurare i migliori risultati sotto il profilo igienico sanitario.

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